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    L’Instant Insurance e l’On Demand Insurance: le nuove frontiere dell’offerta assicurativa
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    Digital Insurance HUB

    Il settore assicurativo è attraversato da un processo di trasformazione profondo che pone al centro il consumatore e tende, a sviluppare attorno alle sue esigenze, ecosistemi interconnessi che sfruttano intensivamente le nuove tecniche e tecnologie per offrire prodotti e servizi sempre più tailor-made, in grado di sopperire alla necessità di copertura anche nei confronti di rischi nuovi ed emergenti.
    Le compagnie sono chiamate ad operare in un mercato fortemente competitivo e con bassi ritorni sugli investimenti, pertanto queste sono focalizzate sul miglioramento dell’efficienza operativa e della profittabilità attraverso un sempre più accurato processo di underwriting, attraverso misure volte a controllare i costi e attraverso l’offerta di nuovi prodotti nonché modelli operativi che promuovano la risk prevention. Ad oggi, per i player assicurativi, è forte la necessità di rivedere criticamente l’offerta, così come prioritizzare l’innovazione e fare leva sullo sviluppo di prodotti e servizi che ricadono sotto la definizione di Digital Insurance, ovvero alla cui base c’è un utilizzo estensivo e spinto del dato, e di tool avanzati che ne abilitano una sua elaborazione. Le compagnie possono promuovere l’innovazione anche e soprattutto attraverso un duplice approccio: sviluppando propri strat-up incubator piuttosto che stringendo partnership e deal di diversa natura e portata con provider tecnologici ed InsurTech.
    Queste sono le premesse che spingono verso l’offerta di prodotti e servizi innovati come l’Instant Insurance, la Microinsurance che sono modelli di assicurazione digitale che permettono alle compagnie di rispondere al bisogno assicurativo di un assicurato, o di un potenziale cliente, esattamente nel momento in cui sorge la necessità e di farlo solo per il periodo di tempo necessario; ma anche verso l’On Demand Insurance ovvero un modello alla cui base c’è la logica della Subscription Economy, tipica di realtà dell’entertainment come Netflix e Spotify, che offre ai clienti la possibilità di scegliere e acquistare rapidamente il prodotto più adatto alle esigenze tramite marketplace digitali, con un chiaro pricing e di disdire l’abbonamento in ogni momento. Questi modelli risultano essere particolarmente efficaci perché si adattano perfettamente alle mutate esigenze dei clienti quali una sempre maggiore propensione a prodotti e servizi istantanei, modulari e che non li vincolino a un determinato provider ma, piuttosto, li lascino liberi di scegliere se continuare il rapporto assicurativo o meno, magari dopo un primo periodo di prova.
    Si tratta di modelli nuovi che sono in grado di esprimere il loro grande potenziale in contesti molto specifici e limitati nel tempo, come può essere l’esigenza di accendere una polizza per il tempo di guida di un’automobile in car sharing. Questi nuovi prodotti non vanno a sostituire la tradizionale offerta assicurativa ma piuttosto la integrano e la arricchiscono, andando quindi a colmare dei gap di copertura assicurativa lasciati dalla tradizionale Insurance Industry. Identificare tempestivamente i bisogni latenti dei consumatori e sopperire agli stessi è la chiave di successo di questi nuovi modelli di prodotti e servizi. Queste nuove proposte rappresentano una potenziale soluzione win-win per imprese di assicurazione e assicurati: tra i benefici riscontriamo una riduzione delle tempistiche connesse alla fase di underwriting e un aumento del livello di trasparenza. Tuttavia non bisogna sottovalutare alcuni punti di criticità che possono derivarne. La maggiore velocità nella valutazione della rischiosità dell’assicurato, abilitata dalla grande disponibilità di dati e di strumenti in grado di analizzarli ed estrapolare insight accurati sul singolo, consentirà una maggiore celerità nell’emissione della polizza, ma, al contempo, spingerà a fare alcune riflessioni circa il rischio di discriminazione ed esclusione dei soggetti che risultano avere dei profili di rischiosità più elevata. Infatti, sebbene questi modelli vengano generalmente identificati come fattori in grado di estendere l’accesso alla copertura assicurativa anche a categorie di soggetti prima escluse, è probabile che un’analisi dei dati degli assicurati/assicurandi sempre più accurata e predittiva possa impedire ai clienti più “vulnerabili” l’accesso a tali modalità di copertura.

    A cura di CeTIF

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