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    Account Aggregation: valorizzare le informazioni finanziarie per la definizione di nuovi modelli di offerta secondo un approccio di Open Distribution.
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    DIGITAL BANKING HUB

    La PSD2 ha abilitato cambiamenti significativi nel settore bancario e dei pagamenti con riferimento ai ruoli e alle responsabilità, agli attori coinvolti e alle soluzioni tecnologiche a supporto. Lo scenario delimitato permette alle banche di esplorare futuri modelli di sviluppo del paradigma bancario tradizionale.

    L’Account Aggregation rappresenta un’opportunità strategica per impostare una nuova e più efficace relazione con il cliente. Tuttavia, un servizio di aggregazione stand-alone rischia di non aver alcun impatto significativo sul business, dovendo pertanto essere utilizzato come base per la creazione di un nuovo modello di offerta. Questo elemento rientra nell’ottica di passaggio da un approccio di innovazione passivo e di compliance, ad uno proattivo e dinamico. Affinché questo sia possibile, occorre valorizzazione le informazioni finanziarie aggregate che si ottengono, in modo tale che si possa comprendere in maniera dinamica quale interesse, in uno specifico momento del suo ciclo di vita, il cliente può manifestare verso certi servizi, per soddisfare quale bisogno.

    Pertanto, risulta fondamentale avere a disposizione un monitoraggio constante della Customer Lifecycle di ciascun cliente, in modo tale da sviluppare Customer Journey quanto più confacenti alle specifiche esigenze. Per questo è necessario considerare singolarmente le varie fasi e gli elementi che in ciascuna di esse influenzano maggiormente il comportamento del singolo soggetto.

    Nell’attuale scenario di iper personalizzazione dei servizi, le banche devono apprendere dalle best practices degli operatori degli altri settori per trasformare l’esperienza offerta. Si richiede pertanto di offrire una personalizzazione proattiva, interazioni più facili e immediate e un’innovazione continua. La Data Aggregation può permettere di sviluppare una rappresentazione univoca del cliente su tutti i touchpoint, online e offline, della Customer Journey, nonché di identificare i parametri più significativi dei comportamenti del cliente. Questo elemento consente di proporre offerte maggiormente parametrizzate, utilizzando strategie di comunicazione più semplici ma allo stesso tempo più mirate e efficaci, soprattutto grazie all’utilizzo degli Analytics.

    Quindi, se implementato correttamente, attraverso la definizione di una chiara strategia che preveda, già dalla fase di implementazione, anche i successivi sviluppi di offerta a valore aggiunto, l’AIS è in grado di portare benefici sia alla clientela sia alla banca. Infatti, dalla Instant Survey di CeTIF – “Account Aggregation Scenario – emerge che tra le Istituzioni che non hanno ancora sviluppato la funzionalità, il 75% prevede di svilupparla. Tra queste il 40%, entro la fine del 2020. La banca è in grado di migliorare i processi operativi e di marketing, nonché di ottimizzare i modelli e i processi di credito. Allo stesso tempo si possono realizzare attività di cross e up selling. Il cliente può trarre beneficio da una moltitudine di servizi diversi focalizzati sul miglioramento delle proprie abitudini finanziarie e sulla comprensione dei propri bisogni futuri in ottica di una migliore pianificazione delle spese e dei risparmi. Dalla Survey sopracitata emerge che i servizi a valore aggiunto, realizzati sulla base della funzionalità di AIS, che risultano essere di maggior interesse sono rappresentati per il 40% dall’offerta di meccanismi di investimento di piccole somme per aiutare il raggiungimento di specifici obiettivi; per l’altro 40% dalla possibilità di rendere disponibile per il cliente un punteggio istantaneo e dinamico del merito creditizio; per il restante 20% dall’offerta di strumenti di aiuto per la correzione di comportamenti finanziari dannosi.

    In una prospettiva di sviluppo del business la banca può seguire due direzioni principali: l’offerta di servizi a valore aggiunto, al fine di realizzare una certa marginalità, e la profilazione avanzata della propria clientela, volta a reindirizzare la clientela sui prodotti e servizi legati al core business. La banca può così implementare nuovi modelli di business che le permettono di assumere nuovi ruoli nei confronti dei propri clienti come quello di coach finanziario e di partner, nonché di driver dei trend futuri, potendo anticipare i loro bisogni.

    Il cliente deve però avere una chiara visione dei reali benefici che sarà in grado di trarre, in modo tale che risulti maggiormente stimolato a concedere il consenso all’accesso ai propri dati. Quest’ultimo rientra nel dibattito relativo alla possibilità di acquisizione, trattamento e trasferimento dei dati dei clienti nell’ambito della prestazione di servizi finanziari. Data la non perfetta coincidenza tra la PSD2 e il GDPR con riferimento proprio alle condizioni di liceità e di correttezza del trattamento dei dati, del consenso dell’interessato e delle “finalità” del trattamento, è necessario soffermarsi sull’analisi di tali aspetti per aver maggiore accortezza degli aspetti rilevanti da tenere in considerazione nello sviluppo di simili progettualità.

    A cura di CeTIF

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