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Oltre 30.000 professionisti compongono l’ecosistema di Cetif: favoriamo l’incontro e lo scambio fra banche, assicurazioni e aziende in un Centro accademico, ambiente competente e indipendente, per condividere conoscenze, esperienze e strategie sui più innovativi fattori di cambiamento.
16 Hub di ricerca focalizzati su dinamiche di evoluzione strategica, aggiornamenti normativi, prassi organizzative e di processo, effetti della digitalizzazione: studiamo trend di innovazione e best practice e li condividiamo con le nostre community.
Oltre 40 percorsi di Executive Education, 4 Master e numerosi Company Specific Program: trasferiamo con approccio scientifico contenuti innovativi orientati al mondo finanziario.
Uno spin off di sperimentazione che unisce ricerca accademica e impostazione imprenditoriale: trasformiamo innovazione e digitalizzazione in un concreto vantaggio per le imprese.
La trasformazione del credito non riguarda più soltanto la digitalizzazione delle procedure, ma investe l'intero modello operativo delle banche.
Sono cinque le direttrici di cambiamento: integrazione dei processi, valorizzazione dei dati, gestione dinamica del rischio, qualità delle decisioni ed evoluzione del contesto regolamentare.
Dal lavoro di ricerca svolto dal Cetif all’interno dei propri Hub emergono risultati significativi: l'introduzione dell'AI nei processi di digital lending si accompagna a una riduzione del 25% del time-to-yes e del 33% del time-to-cash, tra il primo trimestre 2025 e il primo trimestre 2026. Il digital lending rappresentava inoltre il 24% del credito nel 2025, con una quota attesa intorno al 40% nel 2030. Ma la vera evoluzione consiste nel superamento delle architetture separate per prodotto, verso un processo digitale integrato nel quale dati, motori decisionali e regole comuni consentono maggiore flessibilità ed efficienza.
Il dato diventa il nuovo motore del credito
Una delle sfide più rilevanti riguarda la disponibilità e la qualità delle informazioni.
Secondo i risultati preliminari del Cetif Digital Lending Hub 2026, il 47% dei dati utilizzati nell'onboarding e nei processi KYC viene ancora inserito direttamente dal cliente, mentre soltanto l'8% proviene da open banking e open finance.
Il potenziale di innovazione è quindi ancora considerevole: l'accesso autorizzato a fonti certificate potrebbe ridurre la necessità di documentazione tradizionale, accelerare le istruttorie e migliorare l'affidabilità delle valutazioni.
Una trasformazione che richiede tuttavia nuove competenze e una governance capace di integrare tecnologia, gestione del rischio e controllo.
Banca d'Italia: innovare preservando la qualità del credito
In un recente intervento al Workshop Cetif sulla gestione del Credito, il Dott. Giuseppe Siani, Capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia ha inserito queste trasformazioni nella prospettiva della stabilità del sistema bancario e delle responsabilità degli intermediari.
Il quadro del credito italiano rimane complessivamente solido. In base ai dati della Banca d’Italia, a luglio 2026, i prestiti al settore privato non finanziario risultavano in crescita del 3,3% su base annua, mentre la qualità degli attivi si manteneva su livelli storicamente elevati.
L'innovazione tecnologica può contribuire a consolidare questi risultati, migliorando la capacità di analisi e l'individuazione precoce dei segnali di rischio.
L'intelligenza artificiale offre infatti opportunità importanti nella valutazione del merito creditizio e nel monitoraggio delle esposizioni. Nel credito alle PMI, tuttavia, la conoscenza diretta delle imprese e delle loro caratteristiche continua a rappresentare un elemento essenziale.
Secondo Siani, la sfida non è quindi sostituire il giudizio professionale, ma rafforzarlo attraverso strumenti più evoluti.
Intelligenza artificiale: il controllo umano resta centrale
Particolarmente rilevante il richiamo di Siani alla necessità di una supervisione umana effettiva per cui processi in cui la persona fisica sia “on the Loop” e non solamente “in the loop”.
L'impiego dell'AI, soprattutto nelle sue applicazioni più autonome, rende indispensabili tracciabilità delle decisioni, affidabilità dei dati, competenze adeguate e responsabilità chiaramente attribuite.
Non basta prevedere formalmente un intervento umano, chi supervisiona deve disporre delle informazioni e delle capacità necessarie per comprendere e valutare le decisioni prodotte dagli algoritmi.
Un principio che assume ulteriore importanza con l'affermarsi dell'AI agentica, capace di pianificare ed eseguire autonomamente attività e processi.
Parallelamente cresce l'attenzione alla resilienza digitale. Le analisi della Banca d'Italia evidenziano che gli incidenti informatici che hanno coinvolto intermediari italiani nel periodo 2023-2025 sono aumentati dell'80% rispetto al triennio precedente. Circa la metà delle segnalazioni coinvolge direttamente o indirettamente fornitori tecnologici.
Il futuro del credito si costruisce integrando innovazione e governance
DORA e AI Act delineano un quadro di riferimento nel quale innovazione, resilienza operativa e tutela della clientela devono procedere insieme.
Il futuro del credito non dipenderà soltanto dalla capacità di adottare nuove tecnologie, ma dalla qualità delle decisioni che queste renderanno possibili.
Per le banche significa ripensare processi, organizzazione e competenze, passando da un'automazione concentrata sull'erogazione a una gestione intelligente dell'intero ciclo di vita del credito.