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Pubblicati i risultati dello studio di Cetif Research e Reply dedicato alla CIO Strategy
Milano, 4 febbraio 2026 - Sono stati pubblicati oggi i risultati del progetto di ricerca realizzato da Cetif Research (Università
Cattolica del Sacro Cuore) e Reply, volto ad analizzare il livello di maturità digitale, l’evoluzione dei modelli organizzativi e di
governance dell’IT e le tecnologie adottate per sostenere i processi di trasformazione nel settore finanziario in Italia.
I dati evidenziano che oltre il 65% delle Istituzioni finanziarie considera oggi l’IT una leva strutturale della strategia industriale, e non più una funzione di mero supporto. La trasformazione digitale entra così in una fase di maggiore maturità, in cui si consolidano le scelte tecnologiche, si rafforza la collaborazione tra IT ebusiness e si affermano approcci sempre più data-driven per governare
processi e customer journey.
In questo scenario, la Strategia IT assume un ruolo determinante nel definire le priorità di investimento, nel guidare i modelli di modernizzazione e nel mitigare i vincoli regolamentari e tecnologici che ancora rallentano l’esecuzione dei progetti più complessi.
Paolo Gatelli, Senior Research Manager, Cetif, dichiara: “Se proiettiamo lo sguardo a cinque o dieci anni, l’infrastruttura IT delle banche sarà molto diversa da quella attuale. Prevarranno modelli ibridi, con un uso più esteso del cloud e soluzioni che garantiscano contemporaneamente flessibilità, sovranità del dato e sicurezza. La data platform sarà il centro di tutto: sia per i servizi al cliente sia per le operazioni interne. Le architetture saranno modulari, basate su API e microservizi, e l’automazione sarà diffusa in ogni livello - dallo sviluppo del software ai controlli di sicurezza. L’AI diventerà un elemento pervasivo, integrato nelle decisioni, nei processi e nel supporto operativo quotidiano. Accanto a queste, emergeranno tecnologie come i data mesh, gli strumenti di MLOps avanzato e soluzioni di osservabilità intelligente. Il legacy non scomparirà da un giorno all’altro, ma sarà progressivamente ridotto, incapsulato e gestito fino a quando il business case ne permetterà la completa dismissione.”
Paolo Zandano, Group Head of Strategic Customers, Financial Services, Reply, aggiunge: “Oggi l’elemento davvero differenziante è la capacità di trasformare la visione tecnologica in valore concreto: misurabile, replicabile e governabile. Nel prossimo futuro, L'IT Strategy dovrà bilanciare efficienza (automazione, standardizzazione e riduzione del time-to-market), innovazione di prodotti, servizi e customer interaction, e gestione dei rischi in un contesto di minacce cyber e requisiti regolamentari crescenti. Prevarranno modelli ibridi e architetture modulari, in cui cloud, dati e sicurezza sono progettati come un insieme coerente e misurabile, non come iniziative separate. L’AI sarà sempre più pervasiva, ma genererà impatto solo se integrata nei processi e governata come un asset critico, con policy, controlli, KPI e accountability. Il baricentro passerà dalla pianificazione all’esecuzione continua: team agili e specializzati, capaci di mettere in produzione rapidamente e scalare ciò che funziona, seguendo una roadmap chiara su AI, data, cloud e cyber in un framework ”.
Le Operations come motore della trasformazione digitale
Andando più nel merito delle evidenze, il 72% del mercato conferma il potenziamento delle Operation come il principale driver di innovazione. Le Istituzioni stanno infatti concentrando gli investimenti sui processi più vicini al business e al cliente, riconoscendo alle Operation il ruolo di area con il livello più elevato di maturità digitale. L’automazione dei processi core, la reingegnerizzazione dei workflow e la digitalizzazione delle attività a maggiore impatto operativo stanno contribuendo a ridisegnare in modo strutturale l’intero modello operativo, creando le basi per un’accelerazione ulteriore dell’intero ciclo di trasformazione.
Domanda IT sempre più evolutiva nelle funzioni business-critical
Lo studio evidenzia anche una chiara polarizzazione della domanda IT. Nelle Operations, nel Marketing, nel Commerciale e nel Customer Service, oltre il 75% della domanda IT è ormai di natura prevalentemente evolutiva, orientata allo sviluppo di nuove funzionalità, al miglioramento delle customer journey e all’aumento della scalabilità delle soluzioni. Nei processi di governo e di supporto, invece, la domanda resta più bilanciata: circa il 55% delle richieste IT combina interventi correttivi ed evolutivi, segnalando una fase di consolidamento dell’esistente e una minore pressione al cambiamento radicale.
Prioritizzazione dei progetti digitali guidata da integrazione, scalabilità e customer engagement
La funzione IT concentra oggi gli investimenti sui domini che abilitano integrazione, interoperabilità e modularità delle piattaforme. Più del 65% delle iniziative strategiche riguarda progetti legati all’omnicanalità, alla personalizzazione delle customer journey, allo sviluppo di piattaforme API-based e al miglioramento delle interfacce digitali. Al contrario, progetti infrastrutturali o iniziative meno direttamente collegate alla customer experience mostrano una priorità più stabile o in lieve rallentamento, a conferma di una selettività crescente nell’allocazione delle risorse IT.
Normative complesse e tempi lunghi: i principali freni alla trasformazione digitale
Nonostante una buona maturità interna, la velocità della trasformazione digitale resta condizionata da fattori strutturali. Quasi l’80% delle istituzioni finanziarie indica la complessità normativa e i tempi di implementazione come i principali elementi di freno ai progetti di trasformazione. Seguono gli elevati costi di integrazione (circa il 65% del mercato) e le criticità legate alla gestione e alla qualità dei dati (oltre il 60%). Gli ostacoli interni, come resistenze culturali o difficoltà di collaborazione tra IT e business, risultano invece marginali e segnalati da meno
di un terzo delle istituzioni.
Adozione ancora limitata della GenAI, mentre AI e RPA crescono in modo selettivo
La Generative AI si colloca ancora in una fase sperimentale: meno del 20% delle Istituzioni dichiara un utilizzo strutturato della GenAI nei processi core. Al contrario, tecnologie più consolidate mostrano livelli di adozione significativamente più elevati. La RPA è utilizzata stabilmente nelle Operations da oltre il 60% del mercato, mentre l’AI tradizionale cresce soprattutto nel Marketing e nelle funzioni customer-facing, dove circa il 50% degli operatori la impiega per attività di personalizzazione, analisi predittiva e miglioramento dell’esperienza cliente.
Architetture ancora on-premise, ma cresce l’adozione di modelli ibridi
Sul fronte architetturale, prevalgono ancora modelli on-premise, che rappresentano circa il 55% delle architetture applicative, soprattutto nei sistemi core e nei processi a maggiore criticità. Tuttavia, cresce la diffusione di modelli ibridi, che interessano ormai circa il 45% delle infrastrutture, in particolare nei domini front-end e nei servizi condivisi. Il cloud si afferma come leva di agilità e time-to-market, ma introduce nuove complessità di governance e integrazione nei contesti ibridi.
Debito tecnico, sicurezza e competenze frenano la migrazione cloud ma in misura decrescente
La migrazione verso il cloud continua a essere rallentata dal debito tecnico, dai requisiti di sicurezza e dalla carenza di competenze specialistiche. Oltre il 60% delle Istituzioni segnala ancora il debito tecnico come principale ostacolo. Tuttavia, l’impatto complessivo di queste criticità risulta in calo di circa 10 punti percentuali rispetto all’anno precedente, grazie al rafforzamento delle infrastrutture, al miglioramento dei controlli di sicurezza e alla crescita progressiva delle competenze interne.