• Membership

    Oltre 30.000 professionisti compongono l’ecosistema di Cetif: favoriamo l’incontro e lo scambio fra banche, assicurazioni e aziende in un Centro accademico, ambiente competente e indipendente, per condividere conoscenze, esperienze e strategie sui più innovativi fattori di cambiamento.

  • Eventi

    Oltre 60 events tra cui Main events (Workshop e Summit) e Community events (collegati alle attività di ricerca) e Webinar: facciamo incontrare banche, assicurazioni e aziende per una crescita condivisa su trend e sfide per delineare strategie di sviluppo innovative.

research

Banche e assicurazioni: l’AI entra nel vivo, ma governance e competenze restano il vero banco di prova

Alcuni numeri della ricerca presentati al Cetif Summit: oltre 6 use case di AI già operativi per istituzione finanziaria. Forte crescita della GenAI, mentre il 58% indica la governance e le competenze come principale ostacolo
10.06.2026
Comunicati stampa

Milano, 10 giugno 2026 - L’Intelligenza Artificiale nel settore finanziario italiano ha superato la fase sperimentale e sta entrando in una nuova dimensione operativa. È quanto emerge dalla ricerca Cetif - il Centro di Ricerca su Tecnologie, Innovazione e Servizi Finanziari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che fotografa un mercato in forte accelerazione, ma ancora alle prese con importanti sfide organizzative e regolatorie.

I numeri, elaborati dall’Hub di Ricerca Cetif Advanced Analytics & AI e presentati oggi al Cetif Summit, evidenziano che il punto di partenza della trasformazione è il dato. Oltre l’80% delle informazioni presenti nelle organizzazioni finanziarie è costituito da contenuti non strutturati, come e-mail, contratti e documenti, storicamente difficili da valorizzare. L’AI consente oggi di rendere accessibile questo patrimonio, trasformandolo in leva decisionale e operativa.

 

Tre stadi, una stessa direzione: la maturità dell’AI

  • 6,7 use case medi di Machine Learning in produzione per Istituzione: il Machine Learning è ormai una base consolidata per advanced analytics e business intelligence;
  • Oltre 5 use case medi di AI Generativa in fase di test o primo rilascio: l’AI Generativa rappresenta il segmento a più rapida crescita;
  • Il 58% degli intervistati segnala criticità organizzative nello sviluppo di Agentic AI: il potenziale dell’Agentic AI è elevato, ma emergono barriere di adozione che riguardano competenze e governance interna.

Un’evoluzione che segna il passaggio da soluzioni di supporto a veri e propri sistemi capaci di gestire attività complesse in autonomia controllata.

Le applicazioni sono sempre più diffuse e trasversali. L’AI trova spazio:

  • nell’automazione dei processi documentali, riducendo tempi e attività manuali in ambiti come onboarding e credito;
  • nei servizi al cliente, con assistenti digitali in grado di gestire interazioni articolate;
  • nelle attività di risk e compliance, tra cui antiriciclaggio e analisi contrattuale;
  • nei sistemi di knowledge management, che accelerano l’accesso alle informazioni interne.

 

Readiness in crescita, ma infrastrutture e competenze frenano

I segnali di maturità del mercato sono evidenti anche nei dati:

  • l'integrazione di fonti esterne e non strutturate sta diventando centrale: il ricorso a data provider esterni cresce significativamente così come l'adozione di dati non strutturati, testi, immagini, log comportamentali;
  • il 29% delle istituzioni utilizza già in modo significativo i dati sintetici;
  • allo stesso tempo, il 68% segnala infrastrutture non ancora adeguate a supportare la piena scalabilità dell’AI.

Accanto alla tecnologia, emerge con forza il tema delle competenze e dei modelli organizzativi, considerati sempre più centrali per sostenere l’adozione.

 

Governance: il vero nodo strategico

Il principale limite allo sviluppo dell’AI nel settore finanziario non è più tecnico, ma di governo. La ricerca evidenzia che il 47% delle istituzioni individua nella Governance dell’Agentic-AI un tema separato, non raccordato con i presidi esistenti.

I numeri confermano questo ritardo:

  • solo il 15% ha adottato policy formali sull’uso dell’AI;
  • appena il 6% dispone di un Data & AI Office dedicato;
  • sebbene il 57% ha introdotto un framework di controlli ex-ante, solo il 24% ha presidi di secondo livello pienamente operativi.

L’entrata in vigore dell’AI Act europeo rende questo gap ancora più rilevante, soprattutto perché molti casi d’uso, dal credit scoring all’AML, rientrano tra quelli classificati ad alto rischio.

“L’Intelligenza Artificiale nel settore finanziario italiano è entrata in una fase di maturità: non parliamo più di sperimentazioni isolate, ma di applicazioni sempre più integrate nei processi core delle organizzazioni. – spiega Federico Rajola, Direttore Cetif e Professore Università Cattolica del Sacro Cuore - Il vero salto oggi non è solo tecnologico, ma organizzativo e culturale. La sfida principale riguarda la capacità di governare queste soluzioni in modo efficace, soprattutto in un contesto in cui molte applicazioni sono classificate ad alto rischio dal regolatore”.

La ricerca è stata presentata durante il Cetif Summit che si è tenuto oggi a Milano presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. All’evento, che ha visto la partecipazione di quasi mille professionisti e manager del settore (tra presenze on e offline), sono intervenute le più importanti istituzioni finanziarie presenti in Italia. L’evento è stato realizzato in collaborazione con Accenture, DGS, IBM, Reply e ServiceNow.

Continua a scoprire il mondo Cetif
Approfondisci con l'Advanced Analytics & AI HUB 2026